Indirizzo
Università di Parma
Dipartimento di Discipline Umanistiche,
Sociali e delle Imprese Culturali
Strada M. D'Azeglio, 85
43125 Parma (Italia)

Gennaio 19, 2022

Edizioni

Convegno di studi “«Con ingegno e dottrina». Ricerca ecdotica e indagine manoscritta” (Santa Maria Capua Vetere-Parma-online, 19-20 gennaio 2022)

Task

Un convegno dedicato alle edizioni critiche e commentate di testi letterari

  • Strategy

    Convegno di studi

  • Client

    Università della Campania "Luigi Vanvitelli"; Università di Parma

  • Tags

    Caserta, Commento, Edizioni, Parma

Forlì, Biblioteca Comunale “A. Saffi”, fasc. 309.CR.28, c. 11r

Convegno di studi

«Con ingegno e dottrina». Ricerca ecdotica e indagine manoscritta

Il convegno «Con ingegno e dottrina». Ricerca ecdotica e indagine manoscritta si propone di analizzare alcune esperienze selezionate nell’ambito della filologia e letteratura italiana e romanza riguardanti a vario titolo edizioni critiche e/o commentate di testi letterari. Come afferma Giorgio Pasquali in Filologia e storia (1920), «caratteristica del lavoro scientifico è lo scegliere» e proprio questo è il fil rouge che si intende seguire e dipanare attraverso il presente convegno. L’atto di scegliere nell’approntare un’edizione critica o un commento permette l’espressione non solo del testo e dell’autore presi in considerazione, ma anche del punto di vista unico e particolare dello studioso.

Attraverso la definizione di alcuni lavori specifici su testi letterari dal Medioevo all’età contemporanea e tramite la narrazione dei processi di studio e scelta, l’intento è di presentare un ampio ventaglio di esperienze indi- viduali nell’approntare un’edizione critica o commentata di un’opera letteraria. Il convegno adotta un carattere seminariale e si rivolge principalmente – seppur non esclusivamente – a giovani studiosi e ricercatori, ma anche a dottorandi e studenti.

Interventi

Programma

Mercoledì 19 gennaio 2022, ore 14-18

  • Online su Microsoft Teams
  • Parma, Dipartimento di Discipline Umanistiche Sociali e delle Imprese Culturali, Via M. D’Azeglio, 85 – Aula H

14:00 Saluti istituzionali (Università di Parma)

Sessione I

Coordina Niccolò Gensini (Alma Mater Studiorum Università di Bologna)

Paolo Rinoldi (Università di Parma), L’edizione critica della Chanson d’Aspremont

L’intervento si propone di illustrare il lavoro dell’équipe italo-belga che da anni lavora all’edizione della Chanson d’Aspremont. Il cantiere è interessante per la lunghezza del testo, la ricchezza della tradizione (una ventina di testimoni) e la sua complessità (presenza di redazioni diverse; contaminazione) e ha sollecitato la presa in carico di molti problemi che verranno presentati e discussi soprattutto nei loro snodi problematici.

Margherita Centenari (Università di Parma), Errori e aggiunte nel manoscritto della Cronica di Salimbene de Adam

Le recenti analisi paleografiche e codicologiche condotte sul ms. Vat. lat. 7260, testimone unico della Cronica, hanno confermato l’autografia del codice (cf. Giovè Marchioli 2018). Il ricorso allo studio materiale del testimone e l’applicazione dei metodi della filologia d’autore dovrebbero dunque consentire una riconsiderazione interpretativa su alcune delle soluzioni adottate nelle edizioni critiche dell’opera, e più in generale un approfondimento sulla genesi della Cronica e sul profilo culturale del suo autore. Le stesse ricerche hanno permesso tra l’altro di riconoscere nella stesura di base del Vaticano una redazione compiuta del testo, ricopiata in pulito e poi modificata mediante una serie di interventi tardivi (correzioni, aggiunte), parzialmente riconducibili all’autore. Un’analisi puntuale degli errori (d’autore) e delle aggiunte che costellano i margini del manoscritto, però, è ancora da istituire.

Attilio Cicchella (Università degli Studi di Torino), La tradizione delle lettere di Caterina da Siena: status quaestionis e prospettive di ricerca

Nel corso dell’intervento saranno analizzati i primi risultati delle indagini condotte in previsione della nuova edizione critica dell’Epistolario di Caterina da Siena, promossa dall’Istituto Storico Italiano per il Medioevo in collaborazione con la Provincia Romana dell’Ordine dei Frati Predicatori. Attraverso la discussione delle nuove acquisizioni si cercherà di meglio definire le dinamiche di formazione e trasmissione delle principali raccolte della tradizione di una delle opere più significative nell’àmbito delle scritture religiose medievali femminili, che è insieme fonte storica e letteraria, ma anche, nei suoi testimoni più autorevoli, importante documento di lingua.

15:45 Discussione

16:15 Pausa

Sessione II

Coordina Marco Sartor (Università di Parma)

Andrea Bocchi (Università degli Studi di Udine), Cristiano da Camerino dal manoscritto al commento

Scritto entro il 1405 e conservato da un unico manoscritto Vaticano, il poemetto De partibus di Cristiano da Camerino, grammatico a Perugia, è un testo di notevolissima qualità, malgrado l’isolamento del suo autore e il silenzio sul testo, fino alla edizione critica nel 2021. Esso racconta in un ampio concilio infernale il punto di vista del demonio e il suo sviluppo in terra, grazie ai gemelli nemici Guelfo e Ghibellino, che eternano il loro odio in uno strumento di contrapposizione ideologica, cioè nei partiti. Vengono esposti i problemi tecnici dell’edizione e dell’interpretazione del testo, tutta affidata a richiami intertestuali e ad implicite citazioni dalla Politica di Aristotele e da Bartolo da Sassoferrato.

Carlo Varotti (Università di Parma), Tra filologia e commento: il ‘testo lungo’ dei Ricordi di F. Guicciardini

L’intervento, partendo dalle acquisizioni dell’edizione critica di Raffaele Spongano (1951) e da successive importanti puntualizzazioni (non ultima la riproduzione del manoscritto dell’ultima redazione dell’opera, a cura di Giovanni Palumbo), individua alcune problematiche connesse con il commento di un testo così peculiare, sia nella modalità in cui è stato costruito che nella destinazione e funzione originariamente pensata dal suo autore. Elementi in cui le informazioni che ci vengono dalla filologia (nella complessità delle sue articolazioni: in primis le molte informazioni fornite dall’analisi materiale degli autografi) interagiscono profondamente con il lavoro di commento, ponendo allo studioso importanti questioni interpretative e di metodo.

Giovedì 20 gennaio 2022, ore 14-18

  • Online su Microsoft Teams
  • Parma, Dipartimento di Discipline Umanistiche Sociali e delle Imprese Culturali, Via M. D’Azeglio, 85 – Aula E
  • Santa Maria Capua Vetere (CE), Dipartimento di Lettere e Beni Culturali,
Via R. Perla, 21 – Aula Appia

14:00 Saluti istituzionali (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”)

Sessione III

Coordina Filippo Luca Sambugaro (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”; Université de Strasbourg)

Luca Frassineti (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”), Sull’edizione del carteggio tra la tipografia bresciana di Nicolò Bettoni e Vincenzo Monti (1806-1827)

Si discuteranno i termini della recensio relativa allo stato e alla tipologia dei documenti implicati, per la maggior parte inediti, in modo da traguardare le peculiarità del carteggio in parola nel suo contesto più generale, sia in riferimento all’epistolario (quale strumento privilegiato di conoscenza della storia e della cultura letteraria italiana di fine Settecento-primo Ottocento) sia in relazione all’opera di Vincenzo Monti. Ove il tempo lo consentisse, s’intenderebbe offrire la trascrizione e il commento di una unità significativa, al modo di esempio di edizione e di esposizione per genere e per ambito cronologico.

Carmela Marranchino (Università degli Studi di Pavia), Le Muse nella storia. Vicissitudini ecdotiche della Musogonia montiana

La relazione si concentrerà su alcuni snodi cruciali della vicenda testuale della Musogonia ricostruendone la storia editoriale, a partire dal ritrovamento della princeps romana, a lungo considerata dispersa e conosciuta parzialmente solo per trasmissione indiretta. Il poemetto, edito da Salvioni nel 1794 in una redazione incompiuta e spiccatamente misogallica, venne profondamente rimaneggiato da Monti e riproposto in chiave filonapoleonica dal 1797 fino al 1826, quando in piena Restaurazione il poeta rivide il testo e lo accolse nella monumentale edizione delle Opere varie con l’esclusione delle ottave politiche. La fortuna di questi versi montiani si estese anche a un’edizione pirata prodotta da Brighenti. Il caso permetterà in prima battuta di verificare l’opportunità del principio dell’ultima volontà dell’autore per l’edizione da assumere a testo; si individueranno inoltre alcune principali linee correttorie di cui si potrà tenere conto anche per un nuovo commento del testo.

Donatella Martinelli (Università di Parma), Una nuova edizione dei Canti popolari greci

I Canti popolari greci rappresentano non solo un monumento della letteratura greca moderna, ma anche un testo “chiave” del romanticismo europeo: la grande raccolta di Claude Fauriel, uscita nel 1825, li fece conoscere e apprezzare in tutt’Europa. Nelle nostre storie letterarie continua tuttavia a mancare, alla voce “Romanticismo”, il capitolo fondamentale della fortuna europea dei canti popolari, solitamente appena sfiorato in margine alle polemiche del «Conciliatore». L’edizione curata da E. Maiolini, nella collana dei «Classici Italiani» della Bembo (Guanda, 2018) ripropone la celebre traduzione del Tommaseo uscita a Venezia nel 1841-42, con ampia introduzione e commento: il Dalmata interpreta in modo originale l’essenza popolare dei canti, e la traduce in un linguaggio insieme antico e nuovo che si rivela denso di suggestioni per i poeti di secondo Ottocento, specie Pascoli e D’Annunzio.

15:45 Discussione

16:15 Pausa

Sessione IV

Coordina Elena Santagata (Università Ca’ Foscari Venezia)

Elena Porciani (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”), Nel laboratorio della giovane Morante. Via dell’Angelo e il suo doppio

Nel mio intervento prenderò in esame la vicenda filologica che si origina da un racconto scritto da Elsa Morante del 1937 e intitolato Via dell’Angelo, riemerso con l’acquisizione del 2007 delle carte dell’autrice da parte della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Da questo lavoro si diparte una duplice linea redazionale: da un lato, il titolo passa a un altro testo dalla diversa trama, pubblicato da Elsa Morante sul «Meridiano di Roma» nel 1938 e in seguito confluito con alcune varianti nello Scialle andaluso, la raccolta di racconti del 1963; dall’altro, la storia del racconto del 1937 viene progressivamente modificata dalla scrittrice in tre successive stesure, intitolate rispettivamente La cortigiana, Cortigiana e Peccati, quest’ultima pubblicata nel 2002 nei Racconti dimenticati a cura di Cesare Garboli e Irene Babboni. A lato di questa duplice genealogia si situano poi due lavori, Leggenda. Chiesa di Santa Maria e La morte romantica, che condividono con Via dell’Angelo del 1937 l’ambientazione in una remota città imperiale. Descrivere la vicenda di questa famiglia di racconti, ragionando su varianti e soluzioni, consentirà di mettere a fuoco l’immaginazione modulare di Morante e i fenomeni di personale intertestualità che caratterizzano la sua scrittura.

Niccolò Scaffai (Università degli Studi di Siena), “Non so inventare nulla”: commentare Montale tra prosa e poesia (Farfalla di Dinard, La bufera e altro)

L’intervento è incentrato sull’esperienza di due recenti commenti a La bufera e altro e Farfalla di Dinard, usciti nella collana dello «Specchio» di Mondadori (2019 e 2021). Attraverso esempi e confronti testuali tra i due libri, si metteranno in luce risultati e difficoltà del lavoro di interpretazione e di esplicazione. In particolare, si dirà come il commento per così dire parallelo alla raccolta lirica e a quella narrativa, uscite a pochi mesi di distanza l’una dall’altra, permetta di individuare il diverso trattamento che Montale riserva ai medesimi temi e referenti nel passaggio dai versi alla prosa e viceversa.

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